Vino kosher: tutto quello che c’è da sapere

Cosa vuol dire vino kosher

Il vino kosher non è altro che un vino ottenuto nel rispetto delle regole koshrut. Quindi parliamo di un vino che possono consumare tutte le persone di origine ebraica. Il vino, per tutti, è un elemento che viene consumato soprattutto durante le feste. Ad esempio, durante Pesach, la Pasqua Ebraica, sono 4 i calici di vino che devono essere consumati, come tradizione vuole.

Tutti i vini che vengono scelti devono però essere certificati kosher. Esistono tre tipi di vino kosher, da classificare in base alla certificazione specifica:

  1. Vino solo kosher. Si può bere sempre, tutti i giorni tranne che durante lo Shabbat;
  2. Vino kosher per Pesach. Si parla di un vino all’interno del quale non vi sia traccia di lieviti, quindi di pane, cereali o legumi;
  3. Vino kosher pastorizzato. Questo vino può essere servito a tavola anche da non ebrei.

Affinché il vino sia kosher quindi, il processo di vinificazione deve seguire i principi stabiliti e deve essere controllato in ogni singola fase della produzione, fino agli ingredienti utilizzati.

Preparazione del vino kosher

vino kosher

Vogliamo raccontarvi in breve il processo di preparazione del vino kosher. Questi passaggi, insieme ad altri step fondamentali, sono necessari per ottenere la certificazione di vino kosher:

  • Fondamentale è la kasherizzazione degli impianti, ovvero la pulizia delle vasche che dura diversi giorni prima della spremitura dell’uva;
  • La spremitura richiede da subito l’intervento di personale ebraico che caricherà le vasche di uva, scaricandola dai camion e attivando la pigiatrice;
  • Tutti gli acidi d’uva verranno chiusi e sigillati e portati in distilleria per produrre il Mevushal, cioè vino cotto. Ad ogni travaso dovrà essere presente l’autorità rabbinica;
  • Una fase fondamentale è quella della bollitura dalla quale dipenderà la qualità del prodotto. L’escursione alla quale vinee sottoposto il vino prevede il passaggio in pochissimi secondi da 89° a 4°. Questa procedura garantisce la salvaguardia delle proprietà organolettiche del vino che quindi non perderà né profumo né aroma;
  • Il filtraggio è fondamentale per ottenere un vino kosher per Pesach, ovvero un prodotto che conti la totale assenza di cereali e legumi;
  • Infine, l’imbottigliamento prevede 3 segni di riconoscimento della specificità del prodotto: l’etichetta che riporta il nome del rabbino che ha eseguito i controlli, una retroetichetta e un tappo con il marchio del rabbino.

Tutte queste fasi della preparazione del vino kosher devono essere fatte e sottoposte a controlli abilitati. Dopo aver concluso anche l’ultima fase dell’imbottigliamento e dopo aver ricevuto l’approvazione dal rabbino, solo allora il vino riceverà la denominazione di vino kosher oppure kosher for passover. Ciò nonostante, se un vino kosher dovesse essere servito da un ebreo non osservante, questa certificazione decadrebbe perché perderebbe la sua sacralità!

Il vino kosher da Casalino

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